Uno sguardo alla Germania: l'industria più colpita dai problemi della catena di approvvigionamento
Rispetto agli altri Paesi europei, le aziende tedesche sono quelle che più stanno lottando contro i colli di bottiglia. Mentre il 32% delle aziende tedesche segnala un forte impatto sulla propria attività, le aziende olandesi e spagnole sono molto più ottimiste. Questi sono i risultati di un recente studio di Reichelt Elektronik.

Uno sguardo al nostro vicino settentrionale lo dimostra: Le aziende tedesche sono molto più colpite dai problemi della catena di fornitura rispetto al resto d'Europa. Questa è la conclusione dell'ultima edizione del rapporto annuale sulla supply chain di Reichelt Elektronik. Nello studio, condotto ormai per quattro anni consecutivi, più di 1.500 aziende industriali di Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi e Spagna sono state intervistate dall'istituto indipendente Onepoll.
La Germania è in testa alle strozzature di approvvigionamento
Con il 32%, le aziende tedesche sono le più propense a segnalare un forte impatto dei colli di bottiglia della supply chain sulla loro attività. Particolarmente gravi: in Germania e nei Paesi Bassi, le aziende hanno dovuto interrompere la produzione per una media di 26,3 e 26,8 giorni rispettivamente, rendendo questi due Paesi i leader assoluti. In Spagna, invece, la produzione è stata interrotta per una media di 16,7 giorni.
Le misure adottate per combattere questi problemi persistenti variano da Paese a Paese. Circa il 52% delle aziende tedesche, ad esempio, ha dichiarato di aver diversificato i propri fornitori. La Spagna, invece, si affida soprattutto al passaggio a fornitori locali (50%), mentre i Paesi Bassi danno la priorità alle soluzioni di automazione (46%).
La crisi dei semiconduttori colpisce più duramente la Germania
Il confronto tra i Paesi rivela anche grandi differenze nell'approvvigionamento dei componenti: mentre il 45% delle aziende nei Paesi Bassi giudica «facile» l'approvvigionamento di componenti critici, questa percentuale è solo del 35% in Germania. Le strozzature nell'approvvigionamento dei semiconduttori, uno dei componenti più importanti nell'era dell'IA, sono particolarmente gravi. Ad esempio, il 44% delle aziende tedesche dichiara di avere problemi con l'approvvigionamento dei semiconduttori - un dato significativamente superiore alla media (35%) e 21 punti percentuali in più rispetto ai Paesi Bassi, che registrano il dato più basso con appena il 23%. La situazione è altrettanto drastica quando si tratta di sensori: il 37% delle aziende tedesche segnala colli di bottiglia, mentre solo il 20% delle aziende spagnole ne è affetto.
Tuttavia, la Germania si distingue positivamente per quanto riguarda l'approvvigionamento di altri componenti: Le aziende olandesi hanno un problema sproporzionato con i colli di bottiglia delle batterie (37% rispetto al 24% della Germania), mentre le aziende francesi e italiane hanno più problemi con l'approvvigionamento delle schede di sviluppo (31%). Con appena il 19 percento, la Germania è chiaramente il Paese meno colpito dai colli di bottiglia.
Riduzione della burocrazia e difficoltà di digitalizzazione
Una differenza particolarmente evidente si nota anche nelle sfide per il futuro. Il 55% delle aziende tedesche spinge per una riduzione della burocrazia all'interno dell'UE - la cifra più alta in assoluto rispetto agli altri mercati europei. Ad esempio, solo il 39% delle aziende olandesi ha dichiarato di avere problemi con gli ostacoli amministrativi del mercato unico europeo. Anche le aziende tedesche sono state colpite dalle difficoltà di digitalizzazione in misura superiore alla media (50%). In Francia, invece, solo il 31% delle aziende considera la digitalizzazione una sfida.
Prospettive future: Europa meridionale ottimista, Germania cauta
Le aziende europee guardano al futuro con aspettative diverse: mentre il 52% delle aziende europee spera in un alleggerimento della situazione delle consegne, vi sono chiare differenze regionali. Le aziende spagnole (66%) e italiane (62%) sono molto più ottimiste di quelle tedesche (48%), olandesi (48%) e francesi (40%).
La Germania è anche più pessimista nella valutazione dei rischi politici: il 68% vede le decisioni politiche come una minaccia, mentre solo il 48% delle aziende francesi condivide questa preoccupazione. Analogamente, il 66% delle aziende tedesche giudica difficile la situazione economica globale. Questo dato è superato solo dalla Spagna, dove ben il 76% è preoccupato per l'attuale situazione politica. Questi dati dimostrano che le aziende tedesche sono particolarmente sensibili alle incertezze politiche ed economiche a causa della loro forte attenzione alle relazioni commerciali internazionali.
Conclusione: la Germania rischia di rimanere indietro in Europa
«Lo studio mostra chiaramente che le aziende tedesche sono state particolarmente colpite dalle sfide del commercio globale», afferma Christian Reinwald, responsabile del Product Management & Marketing di Reichelt Elektronik. «Oltre ai continui problemi della catena di approvvigionamento, ci sono le nuove tariffe sulle esportazioni e le incertezze politiche. Questo non si riflette solo sui dati di crescita degli ultimi anni, ma anche sull'umore. Mentre altri Paesi europei reagiscono in modo più flessibile alle crisi e sono talvolta più ottimisti per il futuro, la Germania sta soffrendo per la tensione. Tuttavia, sarebbe prematuro gettare la spugna. Le aziende tedesche hanno ancora competenze uniche e un grande potenziale innovativo. Questi punti di forza possono aiutare a superare l'attuale situazione difficile e a rimanere competitivi nel lungo periodo».»
Fonte e ulteriori informazioni: www.reichelt.de
