Trasparenza nelle catene di fornitura globali

Aumenta la pressione nelle catene di fornitura globali: la trasparenza è ora obbligatoria! Con EPCIS 2.0, diventa un vantaggio strategico per l'ottimizzazione dei dati.

Le catene di fornitura devono essere trasparenti. Le soluzioni EPCIS 2.0 consentono la sicurezza normativa e la gestione sostenibile della catena di approvvigionamento. © Depositphotos.com
Le catene di fornitura devono essere trasparenti. Le soluzioni EPCIS 2.0 consentono la sicurezza normativa e la gestione sostenibile della catena di approvvigionamento. © Depositphotos.com

Normative quali il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP), la Direttiva sulla due diligence in materia di sostenibilità aziendale (CS3D) o il Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR) richiedono una registrazione, un collegamento e una valutazione sistematici degli eventi lungo la catena di approvvigionamento. Sono richieste prove attendibili lungo l’intera catena del valore, non stime aggregate o rapporti basati esclusivamente su documenti. Dal punto di vista tecnico, ciò significa che la trasparenza deve essere implementata in modo orientato agli eventi, standardizzato e interoperabile. Solo così è possibile riunire in modo coerente i dati provenienti da sistemi e organizzazioni diversi e renderli disponibili per gli audit. Questa capacità costituisce l’aspetto obbligatorio dei requisiti di trasparenza.

EPCIS come standard basato sugli eventi per le catene di approvvigionamento

Lo standard GS1 EPCIS (Electronic Product Code Information Services) risponde a tali requisiti modellando le attività della catena di fornitura come eventi strutturati. Ogni evento EPCIS descrive in modo univoco l’oggetto interessato, il momento, il luogo e l’ente responsabile, consentendo così una tracciabilità end-to-end dei processi fisici e digitali. EPCIS non funge da sistema monolitico centralizzato, bensì da linguaggio comune degli eventi tra gli attori coinvolti. È proprio questa standardizzazione il presupposto fondamentale per attuare i requisiti normativi in modo tecnicamente gestibile.

EPCIS 2.0: dall’obbligo alla scelta

Con EPCIS 2.0, lo standard è stato ampliato in modo tale che la trasparenza non solo venga documentata, ma possa anche essere sfruttata attivamente. L’architettura nativa per il web, basata su JSON-LD, API moderne, sottoscrizioni e streaming di eventi, consente un’integrazione perfetta in ambienti IT basati sul cloud e in applicazioni basate sui dati. Dal punto di vista dei contenuti, la dimensione aggiuntiva «How» amplia il modello degli eventi con valori di misurazione quantitativi. Le emissioni di CO₂, il consumo di energia e acqua, l’andamento delle temperature o i parametri di qualità possono essere collegati direttamente alle singole fasi del processo. In questo modo la trasparenza diventa gestibile: le aziende possono confrontare i processi, valutare scenari e ottimizzarli in modo mirato. L’obbligo – la tracciabilità conforme alle normative – è così soddisfatto. Il valore aggiunto sta nell’utilizzo di questi dati per l’ottimizzazione operativa, ecologica ed economica. Ad esempio, i dati di processo basati sugli eventi possono essere utilizzati per ridurre operativamente i tempi di ciclo e le scorte, per attribuire ecologicamente le emissioni o i consumi energetici alle singole fasi di trasporto o di produzione e per valutare economicamente l’impatto sui costi di percorsi alternativi, fornitori o dimensioni dei lotti. Un esempio di tale soluzione di trasparenza è OpenEPCIS di Benelog GmbH & Co. KG, un fornitore di soluzioni di tracciabilità e gestione della catena di approvvigionamento con sede a Colonia. La sua soluzione rende i dati basati sugli eventi analizzabili trasversalmente alle diverse versioni, consentendo così ottimizzazioni operative, ambientali ed economiche lungo tutta la catena di approvvigionamento.

L'interoperabilità semantica come fattore abilitante per la parte libera

Un importante progresso tecnico di EPCIS 2.0 è l’utilizzo delle ontologie. Gli attributi vengono descritti in modo semanticamente univoco e resi interpretabili dalle macchine. In questo modo, i sistemi non solo acquisiscono i valori, ma ne colgono anche il significato nel contesto specialistico. Questa univocità semantica è fondamentale per l’attuazione tecnica del progetto. Consente infatti analisi automatizzate, confronti tra sistemi diversi e l’impiego di analisi avanzate, senza ricorrere a logiche interpretative individuali o all’elaborazione manuale dei dati.

Coesistenza di versioni nelle catene di approvvigionamento reali

Nelle catene di fornitura reali, i partner raramente operano con lo stesso livello tecnologico. Mentre le grandi aziende commerciali o i settori regolamentati utilizzano già EPCIS 2.0, molti produttori, fornitori di servizi logistici o subfornitori continuano a utilizzare EPCIS 1.1 o 1.2, spesso integrati in sistemi ERP, MES o WMS esistenti. Un passaggio completo a una nuova versione lungo l’intera catena di fornitura non è quindi né realistico né economicamente sensato nel breve termine. Le soluzioni di trasparenza come OpenEPCIS devono quindi essere in grado di elaborare in parallelo eventi provenienti da diverse versioni di EPCIS. Dal punto di vista tecnico, ciò significa che un evento EPCIS 1.x viene inizialmente ricevuto e memorizzato nella sua struttura originale. Successivamente, può essere convertito automaticamente nel modello di dati EPCIS 2.0, mantenendo contenuti quali identità degli oggetti, timestamp, luoghi e processi aziendali, che vengono integrati con nuovi elementi strutturali – ad esempio metadati semantici o valori di misura opzionali. Viceversa, deve essere possibile fornire nuovamente i dati in forma semplificata qualora i partner supportino esclusivamente le interfacce EPCIS 1.x. Questa conversione bidirezionale consente alle aziende di sfruttare già internamente le funzionalità avanzate di EPCIS 2.0 senza costringere i partner esterni a una migrazione immediata. Soprattutto nelle reti globali con numerosi attori, questa interoperabilità tra diverse versioni è fondamentale per garantire la trasparenza end-to-end e soddisfare i requisiti normativi, senza stravolgere gli attuali ambienti IT né compromettere i rapporti all’interno della catena di fornitura.

Funzionamento, scalabilità e controllabilità

Le piattaforme di trasparenza basate su EPCIS devono elaborare in modo affidabile grandi quantità di dati basati sugli eventi. Scalabilità, prestazioni, sicurezza e governance sono quindi aspetti architettonici fondamentali. Allo stesso tempo, l’esperienza pratica dimostra che l’onere tecnico di implementazione rimane gestibile se ci si affida in modo coerente agli standard e ai modelli operativi IT consolidati. Il vero valore aggiunto si genera non appena le aziende iniziano non solo a memorizzare i dati relativi agli eventi registrati, ma anche a valutarli attivamente – ad esempio per il controllo delle emissioni, l’analisi dei rischi o l’ottimizzazione dei processi.

Conclusione: padroneggiare gli elementi obbligatori, dare spazio alla creatività

La trasparenza nelle catene di approvvigionamento, prevista dalla normativa, viene progressivamente estesa. EPCIS 2.0 offre la base tecnica per attuare tale obbligo in modo standardizzato, interoperabile e verificabile. Allo stesso tempo, lo standard offre la possibilità di andare oltre la semplice conformità. Le aziende che implementano la trasparenza in modo tecnicamente corretto si creano una piattaforma per il «programma libero»: gestione basata sui dati, valutazioni di sostenibilità più precise e decisioni fondate lungo l’intera catena di approvvigionamento. In questo modo, la trasparenza passa da obbligo normativo a vantaggio competitivo strategico e tecnico.

Autore/Autrice

Natalie Weirich è una redattrice freelance. Thomas Hirsch è amministratore delegato della benelog GmbH & Co. KG con sede a Colonia. L'azienda è partner di GS1 Germany. www.benelog.com

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