Le violazioni delle norme sulla protezione dei dati con l'IA generativa sono raddoppiate

Il nuovo Netskope Cloud & Threat Report 2026 per la regione DACH avverte: mentre l'uso dell'intelligenza artificiale generativa (GenAI) triplica, la sicurezza dei dati resta indietro. I «rischi legacy» come il phishing e le minacce interne rimangono critici.

La protezione dei dati e l'IA generativa non sempre vanno d'accordo: l'IA ombra e le fughe di dati hanno causato un aumento massiccio delle violazioni delle norme sulla protezione dei dati. (Immagine simbolica; Gerd Altmann / Pixabay.com)

Nonostante il tentativo di controllare l'uso dell'IA attraverso strumenti aziendali ufficiali, il recente rapporto pubblicato da Rapporto sul cloud e sulle minacce 2026 Netskope Threat Labs ha rilevato uno sviluppo preoccupante: il numero di violazioni delle linee guida sulla sicurezza dei dati relative alle applicazioni di IA è più che raddoppiato rispetto all'anno precedente. Il rischio legato all'IA ombra rimane quindi elevato, poiché i dipendenti continuano a inserire grandi quantità di dati sensibili in canali non protetti. Il Netskope Cloud and Threat Report 2026 si basa su dati anonimi raccolti in tutto il mondo tramite la piattaforma Netskope Security Cloud. Analizza le tendenze nell'utilizzo del cloud, nell'adozione dell'IA e nel panorama globale delle minacce. 

Il boom dell'intelligenza artificiale supera le misure di sicurezza

Il rapporto mostra una crescita esplosiva. Mentre il numero di utenti delle applicazioni SaaS GenAI è triplicato nell'ultimo anno, l'intensità di utilizzo è aumentata drasticamente. Il numero di prompt inviati è aumentato di sei volte. Particolarmente critico è il fatto che nonostante i maggiori sforzi dei reparti IT, il 47% degli utenti continua a utilizzare account AI privati per scopi aziendali. A causa di questa AI ombra, le aziende registrano in media 223 incidenti al mese in cui dati sensibili sono stati inviati ad app AI. Nel quarto superiore (25%) delle aziende esaminate, si registrano addirittura oltre 2100 incidenti al mese.

Il rapporto mostra altri risultati rilevanti:

  • Gemini è sulla corsia di sorpasso: Google Gemini ha registrato una crescita massiccia. Il tasso di utilizzo è passato dal 46 % al 69 %. Netskope prevede che Gemini sostituirà ChatGPT come piattaforma di IA più utilizzata nelle aziende nella prima metà del 2026.
  • Pericolose fughe di dati: Il codice sorgente (42 %), i dati regolamentati (32 %) e la proprietà intellettuale (16 %) sono le informazioni sensibili più comunemente caricate negli strumenti di IA.
  • Rischio interno «App personali»: 60 % di tutte le minacce interne sono correlate all'uso di istanze cloud private (come Google Drive o OneDrive), mentre l'uso di strumenti GenAI aumenta notevolmente questo rischio. Particolarmente preoccupante: 54 % delle violazioni delle politiche sui dati riguardano dati regolamentati (dati finanziari, sanitari o personali).

Agentic AI e MCP

Per il 2026, Netskope mette in guardia dalla crescente complessità causata dall'Agentic AI. Si tratta di sistemi di intelligenza artificiale che eseguono autonomamente compiti complessi su diverse risorse aziendali. «L'Agentic AI crea una superficie di attacco completamente nuova», afferma Ray Canzanese, direttore dei Netskope Threat Labs. «Se gli agenti autonomi ottengono l'accesso ai dati interni, configurazioni errate o prompt dannosi possono causare massicci flussi di dati in pochi millisecondi». Anche la tendenza verso browser controllati dall'intelligenza artificiale e il Model Context Protocol (MCP) sono considerati un rischio critico per la sicurezza nel 2026.

Raccomandazioni per l'azione

Il rapporto raccomanda alle aziende una protezione in quattro fasi:

  1. Ispezione completa: Controllo dell'intero traffico HTTP/HTTPS, compreso il traffico AI.
  2. Governance delle app: Blocco degli strumenti ad alto rischio senza scopo commerciale (ad esempio ZeroGPT, DeepSeek).
  3. Focus DLP: Utilizzo della prevenzione della perdita di dati per proteggere il codice sorgente e le password dall'uscita nei modelli di IA.
  4. Isolamento: Utilizzo dell'isolamento remoto del browser (RBI) per domini rischiosi o nuovi.

Fonte: Netskope

Questo articolo è apparso originariamente su m-q.ch - https://www.m-q.ch/de/verstoesse-gegen-datenrichtlinien-mit-generativer-ki-haben-sich-verdoppelt/

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