Sette svizzeri su dieci lavorano durante le vacanze
Da un recente sondaggio condotto dalla piattaforma di ricerca lavoro Indeed emerge che quasi il 70% dei lavoratori in Svizzera è raggiungibile o attivo sul lavoro durante le vacanze. Allo stesso tempo, per molti il periodo delle vacanze diventa un momento di riflessione professionale, con conseguenze concrete.

Estate, sole, e-mail di lavoro: per molti lavoratori in Svizzera il lavoro continua a farsi sentire anche durante le vacanze. Un recente sondaggio di Appinio condotto dalla piattaforma di lavoro Infatti Da un sondaggio condotto su 500 lavoratori in Svizzera emerge che quasi sette intervistati su dieci (69,6%) lavorano durante le vacanze o rispondono a messaggi di lavoro. Allo stesso tempo, per molti il tempo libero diventa un momento di riflessione, con conseguenze concrete per il futuro professionale.
Le vacanze come stimolo alla riflessione professionale
Il 39,8% degli intervistati dichiara di riflettere maggiormente sulla propria situazione lavorativa durante le vacanze o nel periodo successivo rispetto alla normale routine lavorativa, mentre il 9,8% addirittura «molto di più». Le preoccupazioni che assillano gli svizzeri in questo contesto spaziano dalla sicurezza a lungo termine del posto di lavoro (21,8%) a un’eventuale formazione continua (20,4%) e a un cambio di lavoro all’interno dello stesso settore (17,2%), fino a un completo riorientamento professionale (15,8%). Complessivamente, più di una persona su due riflette su almeno uno di questi aspetti durante le vacanze – solo il 28,6% dichiara di non averne preso in considerazione nessuno.
Per molti non si tratta solo di riflessioni. Tra coloro che durante le vacanze hanno pensato a un cambiamento professionale, la maggioranza ha già intrapreso azioni concrete: il 46,2% si è informato e ha cercato offerte di lavoro, il 24,5% ha aggiornato il proprio curriculum, il 19,6% ha già presentato la propria candidatura o sostenuto i primi colloqui – e il 16,1% ha addirittura già trovato un nuovo lavoro. Solo il 10,5% si è limitato finora a semplici riflessioni.
La maggioranza rimane reperibile per motivi di lavoro
Tra gli intervistati che lavorano durante le vacanze, il 17,4% lo fa regolarmente, il 34,8% occasionalmente e il 17,4% solo in casi eccezionali. Il 30,4%, invece, si stacca completamente dal lavoro. La pressione non proviene sempre dall’esterno: sebbene il 42,5% di coloro che erano raggiungibili sia stato contattato direttamente, il 69,8% si sentiva fondamentalmente in dovere di essere reperibile. Tra i motivi citati dagli intervistati figurano la mancanza di regole di sostituzione (17,8%), le aspettative dei superiori (15,2%), il senso di colpa nei confronti dei colleghi (12,9%) o la preoccupazione di rimanere indietro sul lavoro (12,4%). Per il 19,3% è la motivazione personale a prevalere: lavorano in vacanza perché, in linea di principio, lo fanno volentieri.
L'incertezza economica aumenta l'accessibilità
Anche la difficile situazione economica, causata dai timori per la congiuntura, dai tagli di posti di lavoro e dai dibattiti sull’intelligenza artificiale, lascia il segno: il 31% degli intervistati è quindi più spesso raggiungibile in vacanza rispetto al passato, mentre l’8,2% sceglie proprio per questo di staccare la spina in modo più consapevole. Per il 60,8% la situazione non modifica in alcun modo le proprie abitudini di vacanza. Le conseguenze sul riposo sono evidenti: solo il 54% si è sentito davvero riposato dopo l’ultima vacanza, il 42,2% solo in parte e il 3,8% per nulla.
La dott.ssa Stefanie Bickert, esperta di lavoro e carriera presso Indeed, commenta i risultati: «Le vacanze creano una distanza dalla routine quotidiana e, di conseguenza, lo spazio per riflettere anche sulla propria situazione professionale. Non sorprende che così tanti lavoratori utilizzino questo periodo per porsi domande fondamentali. È tuttavia evidente che queste riflessioni sono molto più frequenti tra coloro che rimangono coinvolti professionalmente durante le vacanze. Proprio in Svizzera, dove sono particolarmente numerosi coloro che sono raggiungibili anche durante le vacanze, i collaboratori sperimentano in prima persona quanto sia difficile mantenere il confine tra lavoro e tempo libero. Per le aziende questo è un segnale importante: il riposo e la fidelizzazione dei collaboratori sono strettamente correlati. Regolamenti di sostituzione efficaci e una cultura aziendale che non dia per scontata la reperibilità durante le vacanze non sono solo espressione di una buona leadership, ma costituiscono la base per una produttività a lungo termine. È dimostrato che chi torna dalle vacanze riposato è più concentrato, motivato e creativo.»
Per lo studio, l’istituto di ricerche di mercato Appinio ha intervistato, su incarico di Indeed, un totale di 500 lavoratori in Svizzera tra il 30 giugno e il 21 luglio 2026.
Ulteriori informazioni: https://www.indeed.com/ch
