Le intenzioni di assunzione in Svizzera ai minimi degli ultimi cinque anni – Richieste competenze nell’IA e soft skills

Le prospettive nette sull'occupazione per il terzo trimestre del 2026 in Svizzera rimangono al livello più basso dal 2021. Da un'indagine supplementare condotta da ManpowerGroup emerge che i datori di lavoro sono sempre più disposti a pagare salari più alti per le competenze nell'ambito dell'intelligenza artificiale e per le capacità umane.

I datori di lavoro apprezzano le competenze trasversali e le capacità relazionali. Fonte: zvg

I datori di lavoro svizzeri guardano con cautela al terzo trimestre del 2026. L’indice netto delle prospettive occupazionali (NEO), destagionalizzato, registra un aumento di appena un punto percentuale rispetto al trimestre precedente, attestandosi a +19 – il valore più basso per questo periodo dell’anno dal 2021. La Svizzera si colloca così ora 7 punti percentuali al di sotto della media globale, nonostante abbia occupato a lungo le prime posizioni a livello internazionale.

Eric Jeannerod, Country Manager di ManpowerGroup Svizzera, commenta i dati: «Le aziende svizzere hanno acquisito una maggiore sicurezza nella pianificazione. Allo stesso tempo, molti datori di lavoro mantengono un atteggiamento cauto a causa del calo della domanda proveniente dai principali mercati di esportazione. Questo spiega perché, sebbene le intenzioni di assunzione siano in leggero aumento, rimangono comunque al di sotto della media internazionale».»

Le competenze nell'ambito dell'intelligenza artificiale incidono direttamente sull'andamento salariale

Un’indagine supplementare condotta da ManpowerGroup mostra che le competenze tecniche relative all’intelligenza artificiale (IA) hanno un’influenza sempre più diretta sull’andamento salariale. Il 56% dei datori di lavoro svizzeri dichiara di essere disposto a pagare un supplemento salariale per le competenze applicative nell’ambito dell’IA. Nelle aziende con oltre 250 collaboratori, la percentuale sale addirittura al 66%. Questa discrepanza solleva la questione se le PMI non attribuiscano ancora alla IA la stessa importanza strategica – o semplicemente non dispongano delle risorse necessarie per retribuire più generosamente tali competenze.

Le capacità umane rimangono indispensabili

Tuttavia, le competenze trasversali sono ancora più richieste delle conoscenze in materia di intelligenza artificiale. Il 66% dei datori di lavoro intervistati sarebbe disposto a pagare di più per competenze comunicative e di lavoro di squadra. Sono molto apprezzate anche la professionalità e l’etica del lavoro (60%), la capacità di adattamento (59%) nonché il pensiero critico e la capacità di risolvere i problemi (57%).

Jeannerod commenta: «È interessante notare, alla luce della crescente importanza dell’IA, che le competenze tecnologiche stanno acquisendo sempre più rilevanza, ma le aziende continuano a cercare persone in grado di risolvere problemi complessi, assumersi responsabilità e collaborare in modo efficace. Il futuro non appartiene all’IA, bensì alla combinazione tra tecnologia e capacità umane.»

L'intelligenza artificiale e il lavoro in presenza come fattori di produttività

Tra i principali fattori che hanno favorito la produttività negli ultimi dodici mesi, le aziende intervistate citano in primo luogo le applicazioni di IA e le iniziative di formazione continua. Il 51% afferma che l’utilizzo di strumenti di IA per le attività quotidiane ha influito positivamente sulla produttività complessiva. Il 43% attribuisce gli aumenti di produttività all’automazione dei processi supportata dall’IA e alla formazione volta a un utilizzo più efficiente degli strumenti di IA. È degno di nota il fatto che il 33% consideri il ritorno in ufficio o una maggiore presenza in sede come un fattore positivo per la produttività.

Il sondaggio è stato condotto tra il 1° e il 30 aprile 2026; in Svizzera sono state realizzate 603 interviste.

Fonte: www.manpowergroup.com

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