Perché i progetti incompiuti sopravvivono con tanta tenacia
Molte aziende avviano più iniziative di quante ne portino a termine. Uno sguardo a un fenomeno di cui si parla raramente apertamente, ma che si riscontra in quasi tutte le organizzazioni.

Leonardo da Vinci ha lasciato un’eredità singolare: decine di opere incompiute. L’Adorazione dei Magi è rimasta uno schizzo. La Battaglia di Anghiari è scomparsa sotto i propri colori. Continuava a lavorare persino alla Gioconda, mentre ormai da tempo si dedicava all’anatomia, all’ingegneria idraulica e alle macchine volanti. Il problema successivo lo attirava più del completamento di quello precedente.
È un modello che ogni azienda conosce bene, anche senza avere un genio tra le proprie fila. Uno studio condotto dall’associazione DFK su un campione di 400 specialisti e dirigenti giunge a una conclusione chiara: la leva più importante per la sostenibilità futura risiede nella propria organizzazione.
Il fascino di un nuovo inizio
Nella pratica della consulenza si presenta spesso lo stesso scenario: un processo si arena. La reazione più ovvia è quella di introdurre una nuova struttura, nuove competenze, un nuovo processo. Sembra un passo avanti. Ciò che spesso viene perso di vista, però, è l’iniziativa precedente, che in realtà era già stata approvata. Finisce in un cassetto, ignorata.
Chiedete alla vostra direzione quanti piani di progetto ci siano effettivamente ancora in giro: ufficialmente attivi, ma di fatto inattivi. La risposta raramente è zero.
Due sentimenti, una differenza
Avviare un nuovo progetto dà la sensazione di un nuovo inizio. Portarne a termine uno vecchio sembra più un’attività amministrativa. Ecco perché, nella pratica, spesso prevale il nuovo, raramente ciò che è incompiuto. Il risultato: diverse iniziative lasciate a metà che procedono in parallelo, risorse vincolate, scarsi risultati concreti.
La differenza tra le aziende che vanno avanti e quelle che si disperdono sta nel modo in cui portano a termine con coerenza un’idea prima di passare alla successiva.
Tre domande per la prossima settimana:
- Quale iniziativa nella vostra azienda è «quasi pronta» ormai da mesi?
- Cosa le impedisce esattamente di concluderli prima che inizi il prossimo progetto?
- Quando è stata l'ultima volta che ha festeggiato una nuova idea, mentre una più vecchia se ne stava lì a prendere polvere?
Iniziare qualcosa di nuovo è fondamentale per la sostenibilità futura tanto quanto portare effettivamente a termine ciò che è stato iniziato.
All'autore:
Volkmar Völzke è un massimizzatore di successi. Autore del libro. Consulente. Allenatore. Altoparlante. www.volkmarvoelzke.ch
