Sondaggio tra i rivenditori online 2026: gli agenti basati sull’intelligenza artificiale stanno trasformando l’e-commerce svizzero

L'Università di Scienze Applicate FHNW ha pubblicato il sondaggio 2026 sui commercianti online. Lo studio evidenzia che gli agenti basati sull'intelligenza artificiale stanno trasformando radicalmente il commercio online, sia dal punto di vista dei venditori che dei consumatori. Tuttavia, tre quarti delle aziende intervistate non hanno ancora definito una strategia in materia di intelligenza artificiale.

L'automazione parziale domina i processi aziendali nel commercio online. Fonte: zvg

L’Università di Scienze Applicate FHNW ha pubblicato il sondaggio sugli operatori del commercio online 2026. Vi hanno partecipato 473 gestori di negozi online, di cui il 90% provenienti dalla Svizzera. Lo studio, condotto dall’Institute for Competitiveness and Communication (ICC) sotto la direzione del Prof. Dr. Darius Zumstein, mette in luce gli sviluppi chiave dell’e-commerce svizzero: la crescente influenza dell’intelligenza artificiale sui processi di vendita, l’emergere dell’Agentic Commerce e la crescente necessità di interventi strategici all’interno delle aziende.

L'Agentic Commerce come nuovo canale di distribuzione

Già il 10% dei rivenditori online intervistati considera il cosiddetto “Agentic Commerce” – ovvero l’acquisto e la vendita tramite agenti di intelligenza artificiale – un canale rilevante per il fatturato. Il 75% prevede che in futuro gli agenti di IA si occuperanno della ricerca dei prodotti, il 74% prevede che si occuperanno del confronto dei prezzi, mentre il 71% si aspetta che i sistemi di IA forniscano consigli sui prodotti. Le aspettative relative alle decisioni di acquisto autonome sono decisamente più caute: solo il 32% ritiene che in futuro gli agenti di IA prenderanno decisioni di acquisto, e appena il 22% prevede che l’intero processo di acquisto sarà gestito dall’IA.

Google ha già posto le basi per il nuovo shopping online con l’integrazione della modalità AI nella ricerca e con funzionalità come Agentic Checkout. Per i commercianti online ciò significa, in concreto, che i dati di prodotto strutturati, aggiornati e leggibili dalle macchine, le interfacce affidabili e i contenuti attendibili stanno acquisendo un’importanza sempre maggiore.

L’ottimizzazione generativa dei motori di ricerca si sta affermando

Per la prima volta, nell’indagine del 2026, la Generative Engine Optimization (GEO) è stata considerata uno strumento di marketing. Già il 51% dei rivenditori ritiene che la GEO sia rilevante o piuttosto rilevante. Il termine GEO indica una serie di misure volte a migliorare la visibilità di aziende, marchi e prodotti nei sistemi di IA generativa come ChatGPT, Gemini o Claude. Tuttavia, l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) rimane lo strumento di marketing più importante, con l’88%.

La SEO rimane importante, ma la GEO sta guadagnando terreno. Fonte: zvg

Lo studio evidenzia un netto divario tra la rilevanza percepita di GEO e la misurazione sistematica dei risultati: solo il 18% dei rivenditori misura il cosiddetto “AI Visibility Rate”. Inoltre, molti non sono ancora in grado di quantificare il traffico e il fatturato generati dai sistemi di intelligenza artificiale.

L'intelligenza artificiale è ormai parte integrante della vita quotidiana, ma manca una strategia

L’85% dei rivenditori intervistati utilizza l’IA per la redazione di testi, l’88% per le traduzioni. L’uso dell’IA nella programmazione sta registrando uno sviluppo particolarmente dinamico: mentre nel 2025 solo il 24% utilizzava strumenti di sviluppo basati sull’IA come Claude Code o Codex, nel 2026 la percentuale sale già al 43%. Anche nell’analisi dei dati (35%) e nella generazione di immagini (59%) l’utilizzo dell’IA è aumentato notevolmente.

I vantaggi sono misurabili: l’81% dei rivenditori riferisce di un risparmio di tempo grazie all’IA, mentre il 78% registra aumenti di produttività ed efficienza. In questo contesto, il cosiddetto «human-in-the-loop» rimane la regola: i processi end-to-end completamente autonomi sono l’eccezione – sono le persone a verificare, decidere e approvare.

Nonostante questa diffusione operativa, manca un ancoraggio strategico: quasi tre quarti degli intervistati non hanno ancora formulato una strategia relativa all’IA o all’Agentic Commerce. Solo il 2% sta già attuando tale strategia in modo completo. «L’elevata dinamicità e rapidità con cui si evolve il tema dell’IA rimane attualmente la sfida più grande nell’e-commerce», afferma il Prof. Dr. Darius Zumstein. «I rivenditori online devono prepararsi fin da ora all»“Agentic Commerce” e continuare a sviluppare il proprio panorama di dati e sistemi.»

La dinamica dell'intelligenza artificiale rappresenta la sfida più grande nel commercio online. Fonte: zvg

Il mercato e il marketing restano le principali preoccupazioni

Il barometro annuale delle preoccupazioni nell’e-commerce mostra che, con l’83%, la pressione del mercato – concorrenza in aumento, trasparenza dei prezzi, clima di consumo cauto – rimane la sfida principale. Al secondo posto si colloca il marketing (79%). È aumentata notevolmente l’importanza dell’intelligenza artificiale (IA) come area di sfida: il 73% dei commercianti indica le applicazioni di IA come una sfida grande o media, rispetto al 60% dell’anno precedente – l’aumento più marcato tra tutti i settori esaminati. Anche le questioni relative al personale, le carenze di competenze (67%) e la gestione strategica aziendale (55%) stanno acquisendo maggiore rilevanza.

Il mercato e il marketing rappresentano le sfide più grandi nell’e-commerce. Fonte: zvg

Prevale l’automazione parziale – i grandi rivenditori sono ancora in testa

È nei processi standardizzati e basati sui dati che l’automazione è più avanzata: le verifiche di solvibilità (37% completamente o parzialmente automatizzate), il monitoraggio degli indicatori di vendita (57%) e di marketing (49%), nonché la generazione di dati per le descrizioni dei prodotti (56%) sono le attività più frequentemente automatizzate. Nei processi meno standardizzati, come la gestione dei contratti, l’onboarding dei fornitori o il rating ESG, il tasso di automazione è nettamente inferiore. I grandi rivenditori presentano livelli di automazione significativamente più elevati rispetto alle aziende più piccole in quasi tutti i processi.

Fonte: www.fhnw.ch

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