L'effetto underdog: la psicologia dietro le delusioni calcistiche
Perché i grandi shock della Coppa del Mondo, come l'eliminazione a sorpresa di un favorito, rivelano il segreto delle svolte di carriera? Hogan Assessments ha analizzato la psicologia che si cela dietro le più grandi delusioni del calcio e discute cosa insegnano ai professionisti nei momenti di svolta.

Ogni quattro anni, la Coppa del Mondo FIFA ci ricorda che il calcio non segue un copione. I campioni falliscono senza preavviso. I calci di rigore decidono le eredità in una manciata di secondi. I favoriti crollano sotto la pressione. E a volte le squadre che entrano nella storia sono quelle che meno ci si aspettava.
Da outsider a «squadra dell'ora»
Dall'eliminazione a sorpresa della Francia nella fase a gironi nel 2002 all'uscita shock della Germania nel 2018, la cosiddetta «maledizione della Champions» ha spesso trasformato il dominio in una rovina. Dalla tensione insopportabile dei rigori ai professionisti che perdono le staffe sul più grande palcoscenico del mondo, la linea che separa il successo dal fallimento è sottilissima. Eppure, in questo caos, emerge sempre un modello: l'ascesa dell'outsider, dello sfavorito.
La Svizzera si è guadagnata la reputazione di uno dei concorrenti più tenaci del calcio internazionale. Sia che abbiano raggiunto i quarti di finale nel 1934, 1938 e 1954, sia che abbiano ripetutamente ottenuto vittorie a sorpresa contro avversari di rango superiore negli ultimi tornei, le squadre svizzere hanno ripetutamente dimostrato l'importanza della disciplina, dell'adattabilità e della fiducia in se stesse sotto pressione. Insieme a storie come la corsa della Croazia verso la finale nel 2018 e lo storico successo del Marocco nel 2022, la storia calcistica della Svizzera illustra come le squadre dotate di libertà mentale possano superare le aspettative sul più grande palcoscenico del mondo.
Secondo Hogan Assessments, leader internazionale nell'analisi dei tratti della personalità, la stessa dinamica si applica anche fuori dal campo. «Gli underdog hanno successo non nonostante la pressione, ma perché la vivono in modo diverso», afferma il dottor Ryne Sherman, Chief Science Officer di Hogan Assessments e co-conduttore della trasmissione Podcast La scienza della personalità. «Quando le aspettative sono basse, le persone sono più disposte ad assumersi dei rischi, a fidarsi del proprio istinto e ad agire con chiarezza. In ambienti ad alta concentrazione, questa mentalità può fare la differenza tra l'esitazione e il successo».»
1. il candidato improbabile: quando le basse aspettative scatenano alte prestazioni
Nel calcio moderno, le squadre sfavorite giocano spesso con una libertà che gli avversari non possono permettersi. Non hanno nulla da perdere, attaccano con coraggio, prendono rischi e sconvolgono lo status quo.
Lo stesso fenomeno sta diventando sempre più comune sul posto di lavoro, soprattutto in un'epoca caratterizzata da assunzioni guidate dall'intelligenza artificiale e da selezioni algoritmiche. Il «candidato perfetto» sulla carta non sempre risulta il migliore. Al contrario, è spesso il candidato non convenzionale, spesso trascurato o sottovalutato, o che si discosta leggermente dall'immagine ideale, a portare nuovi modi di pensare e un impatto sorprendente.
«I sistemi di selezione sono spesso concepiti per ridurre al minimo i rischi, ma le prestazioni vengono spesso da coloro che sono disposti ad assumerli», spiega il dottor Sherman. «I candidati più deboli sono meno condizionati dalle aspettative. Questa libertà può tradursi in creatività, resilienza e azione decisiva quando è più importante».»
2 Il leader inatteso: ripensare l'autorità e l'influenza
Quando la Croazia ha raggiunto la finale nel 2018, pochi si aspettavano che la squadra fosse in grado di competere con le grandi del calcio tradizionale. Allo stesso modo, il trionfo dell'Argentina nella Coppa del Mondo è avvenuto sotto la guida di un allenatore che molti inizialmente vedevano come una soluzione temporanea piuttosto che come un visionario a lungo termine.
In entrambi i casi, la leadership non ha seguito le convenzioni, ma si è evoluta in tempo reale. Nel mondo degli affari, lo stesso modello si sta cristallizzando. Manager esordienti, leader ad interim e leader non convenzionali stanno assumendo ruoli sempre più importanti e raggiungono il successo non replicando i modelli precedenti, ma reinterpretandoli.
«La leadership non è solo esperienza o autorità, ma anche capacità di adattamento sotto pressione», afferma il dottor Sherman. «I leader più deboli spesso ascoltano meglio, si adattano più rapidamente e creano ambienti in cui i team si sentono autorizzati ad agire. Questo può essere un potente vantaggio competitivo».»
3. il momento di svolta: esibirsi quando è importante
Pochi momenti nello sport sono così tesi come una partita ad eliminazione diretta della Coppa del Mondo. Basta un errore, un piccolo momento di disattenzione e anni di preparazione possono essere vanificati in un batter d'occhio. Tuttavia, le squadre sfavorite, in particolare, raggiungono spesso la massima forma in questi momenti, proprio perché sono meno oppresse dalla paura di fallire. Nella vita professionale, momenti altrettanto significativi definiscono le carriere: una presentazione importante, una decisione di promozione, una crisi di leadership.
«Quando la posta in gioco è alta, la mentalità è tutto», osserva il dottor Sherman. «Chi si concentra troppo sull'obiettivo di non fallire tende a entrare in gioco sulla difensiva. Chi si concentra sull'opportunità e su ciò che può ottenere ha molte più probabilità di ottenere risultati eccezionali».»
Il fischio finale: perché la mentalità da sfavorito è più importante che mai
Mentre la Coppa del Mondo continua a regalare momenti drammatici, spicca una lezione: il successo non è riservato solo alle squadre favorite, ma spesso è raggiunto da coloro che sono psicologicamente più adatti a cogliere l'attimo.
In un ambiente di lavoro caratterizzato da rapidi cambiamenti, sconvolgimenti indotti dall'intelligenza artificiale e una crescente pressione sulle prestazioni, la mentalità da sfavorito diventa un vantaggio decisivo. «La lezione del calcio è chiara», conclude il dottor Sherman. «Talento ed esperienza sono importanti, ma non sono sufficienti. La capacità di mantenere la calma, di assumersi i rischi e di esibirsi senza paura è ciò che in ultima analisi separa coloro che hanno successo da coloro che sono al di sotto delle aspettative». Perché sia in campo che in consiglio di amministrazione, le vittorie più grandi raramente vanno a coloro che si aspettano di vincere, ma a coloro che sono abbastanza coraggiosi da credere nel loro successo.
Fonte: Valutazioni Hogan
