Politica climatica dei cantoni: buone condizioni quadro, ma effetti insufficienti

Il progetto OK Klima ha analizzato la politica climatica in sette cantoni svizzeri, che coprono circa la metà della popolazione. La valutazione evidenzia che, mentre in ambiti quali la governance sono state poste le basi, nei settori dei consumi e della finanza permangono ancora notevoli divari tra gli obiettivi prefissati e la loro attuazione.

L'estate secca del 2026 potrebbe rappresentare un campanello d'allarme: i cantoni devono accelerare le loro misure climatiche. (Immagine: foto simbolica / Unsplash.com)

Il progetto OK Klima ha analizzato in modo approfondito la politica climatica in sette cantoni, che coprono circa la metà della popolazione svizzera. La valutazione evidenzia che nei settori dei consumi e della finanza vi è una maggiore necessità di intervento, mentre in altri ambiti sono state poste le basi. Risulta inoltre che in alcuni cantoni vi sia un divario tra le condizioni quadro stabilite e la situazione effettiva sul territorio. Alla luce di questi risultati, OK Klima sottolinea che è urgente accelerare l’attuazione e aumentare i fondi per realizzare finalmente misure climatiche efficaci.

Mentre la politica climatica a livello federale procede a rilento, i Cantoni dispongono di numerose leve per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2035. Questo obiettivo è il presupposto fondamentale per il rispetto del limite di 1,5 °C stabilito dall’Accordo di Parigi.

Il progetto OK Klima, reso possibile tra l’altro dal Fondo Pionieri Migros, ha valutato il quadro normativo in materia di politica climatica di sette cantoni in otto ambiti: governance, mobilità, energia, edilizia, ecosistemi, consumi, economia e finanze.

Esempi positivi, ma c’è ancora molto da fare

Uno degli esempi positivi nella Svizzera tedesca è il Cantone di Basilea Città con «BaselCircular», un partenariato pubblico-privato finalizzato al finanziamento e alla creazione di una rete di imprese nell’economia circolare, nonché con la propria strategia climatica per l’amministrazione. Il Cantone di Lucerna è considerato un modello da seguire nel monitoraggio della propria strategia climatica e offre così informazioni trasparenti alla popolazione.

Nella Svizzera romanda, merita una menzione particolare il credito d’investimento pari a un miliardo di franchi per la transizione ecologica dei propri edifici pubblici, approvato nel Cantone di Ginevra. Il Cantone di Vaud, dal canto suo, ha recentemente pubblicato la propria strategia per una ristorazione collettiva sostenibile, che comprende le mense cantonali (scuole, carceri, ospedali, amministrazione) e offre sostegno ai comuni.

Nel complesso, la governance è l’ambito in cui le condizioni quadro hanno ottenuto la valutazione migliore. Ciò dimostra che i Cantoni valutati hanno elaborato strategie climatiche e creato un quadro di riferimento per la politica climatica, ad esempio attraverso l’adozione di nuove leggi.

Al contrario, la situazione attuale nel settore dei consumi è valutata come «molto negativa» in tutti i cantoni esaminati, e anche le condizioni quadro ricevono un giudizio insufficiente nella maggioranza dei cantoni. Ciò è tanto più preoccupante in quanto nel 2023 il 75 per cento delle emissioni svizzere di gas serra è stato generato all’estero, principalmente a causa della produzione di beni e servizi importati. Sebbene gli obiettivi di riduzione della Confederazione e dei Cantoni si riferiscano solo alle emissioni dirette sul territorio nazionale, la lotta alle emissioni indirette (o «grigie», legate ai consumi) rimane indispensabile per ottenere un impatto reale sul clima.

Infine, anche il settore finanziario figura tra quelli con le valutazioni peggiori. Eppure gli investimenti nelle energie fossili, in particolare quelli delle casse pensioni, hanno un forte impatto sulle emissioni di gas serra della piazza finanziaria svizzera.

In sintesi, si può affermare che in diversi cantoni sussiste una discrepanza tra condizioni quadro da sufficienti a buone e una situazione attuale giudicata insufficiente: «Per garantire misure di protezione del clima efficaci e sostenibili, i cantoni non solo devono definire condizioni quadro ambiziose, mirate all’obiettivo »zero emissioni nette” e alla giustizia climatica, ma devono anche concretizzare tali progetti attraverso l’attuazione di misure concrete e la messa a disposizione delle risorse necessarie», spiega Manuela Liem, responsabile delle valutazioni nella Svizzera tedesca.

Una base per l'impegno a livello locale

Con questa pubblicazione, agli indicatori già disponibili sulla piattaforma Ok-Klima.ch relativi alla politica climatica nei cantoni e nei comuni svizzeri se ne aggiungono oltre 50 nuovi. Gli uffici competenti delle amministrazioni cantonali hanno avuto la possibilità di fornire un riscontro per il completamento delle singole domande. Sono stati consultati anche gruppi della società civile a livello locale.

OK Klima mira ad aumentare la trasparenza in materia di politica climatica locale e a sostenere gli attori della società civile nel loro impegno a favore di una protezione efficace del clima. Sulla base dei dati raccolti è possibile individuare i settori in cui il rispettivo cantone deve intervenire e sostenere le richieste di misure più ambiziose. OK Klima affianca singoli individui e gruppi in questo impegno con proposte concrete e consulenza.

Fonte: Alleanza per il clima Svizzera

(Visitato 2 volte, 1 visita oggi)

Altri articoli sull'argomento